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giovedì, 26 maggio 2005

Postato da: feschion a 11:25 | link | commenti (4) |

giovedì, 05 maggio 2005





Palazzo Vecchio


Il Palazzo della Signoria

Il Palazzo della Signoria - o Palazzo Vecchio - come lo vediamo oggi è il frutto di almeno tre fasi costruttive succedutesi nell'arco dei secoli XIII-XVI: il palazzo di Arnolfo, col fronte sulla piazza, accanto alla Loggia dei Lanzi, le prime modifiche apportate ancora in epoca repubblicana e infine la ristrutturazione vasariana, successiva alla presa di potere da parte di Cosimo I de' Medici, che vi si trasferì con tutta la famiglia.
Dal 1565 il ruolo esclusivo di Palazzo Vecchio come rappresentanza politica della città verrà meno per tre secoli, sostituito in parte dagli Uffizi e dalla nuova reggia di Palazzo Pitti, ma riprenderà vigore alla fine del secolo scorso: nel 1848, cacciati i Lorena, sarà la sede del governo provvisorio dell'Italia Unita e nel 1865-71, durante gli anni di Firenze capitale del regno d'Italia, ospiterà la Camera dei Deputati (il Senato troverà posto nei contigui Uffizi, collegati attraverso un cavalcavia su via della Ninna). Dal 1872, infine, tornerà ad essere sede del Comune.

Benchè il palazzo ospiti oggi gli uffici del Comune, resta comunque in gran parte visibile. Sono accessibili al pubblico il Salone dei Cinquecento, lo Studiolo di Francesco I e i quattro appartamenti monumentali: il Quartiere degli Elementi, il Quartiere di Eleonora di Toledo, la Residenza dei Priori e il Quartiere di Leone X, dove sono oggi le stanze di rappresentanza del sindaco e della giunta che governa la città. Il Salone dei Dugento è tornato a ospitare le sedute del consiglio comunale e perciò non sempre è aperto al pubblico.

Quartiere di Leone X

Raramente visibili sono poi la raccolta di strumenti musicali (in via di trasferimento al Conservatorio "Luigi Cherubini", dove sarà collegata con le contigue sale del Museo dell'Accademia) e la Collezione Loeser, situata al mezzanino. Qui è stata esposta per alcuni anni anche la Collezione Siviero, formata per lo più da opere trafugate dai nazisti durante l'ultima guerra e poi recuperate.



Postato da: feschion a 11:05 | link | commenti (1) |







Il Duomo





Vanto dei senesi d'ogni epoca, concepito come "il maggior monumento della cristianità", è tra le più riuscite creazioni dell'architettura romanico-gotica italiana. Iniziato nel 1229, venne portato a termine solo alla fine del secolo successivo; tra il 1258 e 1285 la direzione dei lavori fu affidata ai Monaci cistercensi di San Galgano che chiamarono a Siena Nicola Pisano e suo figlio Giovanni. All'inizio del secolo XIV, Siena era al massimo della sua prosperità e le proporzioni della Cattedrale non apparvero più degne dello splendore della Repubblica. Si decise quindi di ricostruire una nuova e grandiosa Cattedrale, di cui l'attuale chiesa non sarebbe stata che un transetto. Il progetto fu affidato a Lando di Pietro nel 1339. Ma la peste del 1348 ed alcune guerre con gli Stati confinanti fecero precipitare la situazione che da prosperosa divenne critica e l'ambizioso progetto venne definitivamente abbandonato (ancora oggi rimane la testimonianza di questa opera incompiuta, in fondo alla fiancata destra del Duomo).



Si tornò, quindi, a lavorare sul duomo originario e nel 1376 fu affidata la costruzione della facciata superiore a Giovanni di Cecco; nel frattempo la cupola e il campanile erano già stati eseguiti; quest'ultimo, costruito nel 1313, è un bellissimo esempio di stile romanico, a pianta quadrata con sei finestre su ogni lato che vanno dalla monofora in basso alla esafora in alto. Nel 1382 si provvedeva al rialzamento delle volte della navata centrale e alla ricostruzione dell'abside. Solo allora, dopo oltre un secolo e mezzo, il duomo poté considerarsi terminato.

L'interno, a croce latina, con tre vaste navate, è di grandiose proporzioni, sottolineate dall'effetto chiaroscurale del paramento e dal pavimento a commessi marmorei, opera unica nella Storia dell'Arte.



Il transetto, a doppia navata, ha crociera esagonale coperta da cupola a base dodecagonale, segnata da sei grandi statue dorate di Santi sovrastate da una galleria cieca a colonnette ornata di figure di patriarchi e profeti a chiaroscuro.

Nel transetto sinistro si trova il pulpito marmoreo di Nicola Pisano, pietra miliare della scultura gotica italiana.

Nel parapetto, su archi trilobi, rilievi con storie di Cristo, separati da statue di profeti e angeli; la scala è attribuita a Bartolomeo Neroni, detto il Riccio.

All'estremità della navata sinistra è l'ingresso alla libreria Piccolomini, creazione rinascimentale fatta erigere per volontà del Cardinale Francesco Todeschini Piccolomini, che volle custodirvi la biblioteca dello zio, Papa Pio II.












Postato da: feschion a 10:58 | link | commenti |